La Galleria d'Arte " La Meridiana "
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personale di pittura
di:
Walter Ferrari
< Vernissage >
Sabato 11 Febbraio 2012 ore 18.00
24 Febbraio 2012
" UN MONDO DI BELLEZZA SULL'ALITO DEL COLORE "
Un innamorato per Verona, la sua città, e per i verdi dintorni
muove il pennello di Walter Ferrari,
con natura artistica e volutamente pittore, capace di raccontare con olio su tela o su tavola,
le emozioni emanate dai paesaggi e dal serbatoio inesauribile della natura.
Un'attività che, inizia negli anni '70 e protrarsi in maniera autodidattica per 15 anni,
si è poi perfezionato nello studio di Giorgio Grumini.
Ferrari ha esposto alla galleria " La Torretta ", ha partecipato a numerose collettive
e a manifestazioni d'arte estemporanea.
La sua pennellata procede sicura, senza incertezze o ripensamenti, guidata da regole prospettiche
inappuntabili e da una scelta coloristica realista ma filtrata da una creatività che trasforma
ogni dipinto in una interiorità vagheggiata.
Basilare l'uso della luce che guida lo sguardo alla scoperta anche degli anfratti più riposti.
Ed è proprio la luce che riesce a trascrivere i momenti diversi del colore della città.
in "Mattino" e in "Verona al meriggio" , i particolari sono sempre uguali con l'Adige che scorre,
con i campanili e la Torre dei Lamberti che svettano al pari di guglie, con i cipressi che bucano il cielo come lance, con i fiorenti giardini fra le colline morbide, con l'orizzonte senza fine.
Ma con il trscorrere delle ore, la luce muta e fa apparire la città in altre atmosfere.
Se al mattino il quadro, con le sue tinte delicate, fa avvertire il suono delle campane e l'inizio
delle attività che si risvegliano, nel meriggio, denso di tonalità calde,
si sente il desiderio di una pausa, di un momento di incontro intorno ad una tavola di famiglia,
di una riflessione sul resto della giornata.
Anche il Ponte Pietra è presentato in due versioni ; visto voltando le spalle alla Giarina,
con l'evidensiarsi dei monti, e poi girandole a San Giorgio, con l'andare del fiume verso la foce.
Nella "Piazza delle Erbe" in solitudine, sembra di entrare quasi in un dipinto metafisico,
mentre la passione per gli strumenti della pittura si evidenzia in "Tavolozza per Piazza Erbe" .
L'affettuosità per Verona si allarga anche alla provincia.
Ed ecco "Il Progno a Giazza" che scende baldanzoso fra i sassi con le sue frizzanti cascatelle,
come nel bel dipinto " Cascata nel Bosco " . Il " Mulino a Cà de Ferro " ,
dove la presenza di una vecchia ruota con pale, rimanda ad antichi lavori.
"Ferrazze" , delizioso paesino raggruppato sotto l'ala delle alture. l'artista sa cogliere
puntualmente in queste immagini il particolare "genius luci" che infonde i valori
della tradizione e del passato.
L'abilità pittorica dell'autore ancora si amplia nella interpretazione dell'armonia
della natura Gronda pepite d'oro la frondosa "Ginkgo biloba" , quasi un estremo dono agli
uomini prima che inizi l'inverno. Non c'è frammento di superfice della tela che rimanga vuoto,
tutto risplende come in una icona preziosa.
Così in "Bosco d'Autunno" , dove si inserisce una eterea figura femminile,
forse simbolo empatico della stagione. E in " Strada del Bosco "
fiancheggiata da altissimi alberi con tronchi come colonne e radici che somigliano
alle dita di una mano. Una immersione nella pace della campagna in
" Casolare" e in "Passeggiando" con il suo viottolo delimitato da una solida staccionata.
Suggestivo il "Fantasma sulle Vette" una visione insolita del Monte Cervino che si identifica
in un personaggio da fiaba, determinato a proteggere chi si avventura sulle cime.
Vera Meneguzzo
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